Spagna-Italia 0-0 (4-2 dcr)
Ci voleva l'Italia per vedere una partita brutta agli Europei. Partita fra interpreti di alto livello, se proprio vogliamo consolarci. Con l'impressione che da questo quarto di finale sarebbe potuto uscire la seria favorita dell'Europeo. Alla fine gli spagnoli hanno fatto gli spagnoli: possesso palla e paziente ricerca delle conclusioni (tante). E gli italiani hanno giocato a scacchi di conseguenza, alla ricerca dell'abituale controffensiva (poche, ma buone).
Donadoni ha avuto la sua chance. Come è normale (e tutto sommato giusto) che sia, il suo lavoro sulla panchina azzurra è finito. Ha portato i campioni del mondo al torneo continentale, con qualche inciampo. Ha puntato sul 4-3-3 alla prima giornata e si è dovuto rimangiare tutto, senza convincere negli incontri seguenti.
Qualcuno dirà della solita maledizione dei rigori (e in effetti nelle grandi manifestazioni sono più le sconfitte dell'Italia che le vittorie), scomodando la sfortuna e qualche psicologo. Ma la sensazione è che il destino, se esiste, stesse bussando per esigere il credito di Berlino.
Tutti questi campionati europei hanno premiato il coraggio e la voglia di vincere rischiando. L'Italia non lo ha fatto (e non è mai sembrata messa granché bene in campo) e, nonostate le buone occasioni da gol, è stata inferiore alla Spagna.
La Russia gioca un calcio da fantascienza, la Germania va sempre avanti, la Turchia non si arrende mai. Indovinate l'intruso, se fra le quattro semifinaliste ci fosse stata anche l'Italia.
